Ancora fango su Conte!
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A 2 giorni dalla finale di Coppa Italia arriva puntuale la nuova ondata di fango su Antonio Conte. Fango puntuale come una bomba ad orologeria ogni qualvolta si avvicina per la Juventus un avvenimento importante.
«Carobbio inguaia Conte», «Conte d’accordo su due combine»: sono questi i titoli con cui l’informazione infetta della Pravda Rosa e del Corriere della Sera si scaglia con il Mister neo Campione d’Italia.
Peccato che tre giocatori del Siena, compagni di squadra di Carobbio al Siena nella scorsa stagione, sentiti in proposito, HANNO SMENTITO tutto quanto dichiarato dal “pentito”: si tratta di Vitiello, Terzi e Ficagna.
Il Mister Bianconero già nelle scorse settimane si era detto assolutamente sereno e, quando verrà ascoltato, avrà modo di chiarire sino in fondo la sua posizione.
Ma questo non importa.
Perchè ciò che è conta per i mezzi di informazione infetta è quanta più melma possibile ogni qualvolta c’è di mezzo la Juventus o chi ne fa parte o chi ne entra a far parte.
Possibilmente alla vigilia di un avvenimento importante.
Come la finale di Coppa Italia in questo caso.
Terza Stella: la censura di Tuttosport!
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Per la Terza Stella da esporre sulla futura divisa della Juventus verrà adottata una soluzione pirandelliana con cui si cercherà di accontentare tutti, come nel più classico dei comportamenti in stile “tarallucci e vino”.
Oggi, 15 maggio 2012, alle ore 11.37 viene pubblicato tra i commenti dell’articolo di Tuttosport dedicato alla questione Terza Stella (QUI) il seguente messaggio:
«LEGGETE TUTTI PRIMA CHE MI CENSURINO DI NUOVO:
Le 3 stelle saranno dentro il logo. NON dobbiamo accettare questa soluzione pirandelliana per abbuonire la Federazione.
Le 3 stelle devono essere come in questa maglia.
Come nella gigantografia dello scudetto all’ingresso dello Stadium.
Come nella bandiera che sventola dal balcone della sede di Corso Galileo Ferraris.
3 STELLE SUL PETTO, SOPRA LO SCUDO, VICINE E ADIACENTI L’UNA ALL’ALTRA. TUTTE E 3 DORATE!
Non accettiamo vie di mezzo!»
Alle ore 11.44 il messaggio era già stato censurato!
Ecco gli screenshots:
Pochi minuti dopo il messaggio è già scomparso!
DI PIU’, NIENTE.
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Più di tutto…
Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me.
Sempre al vostro fianco
Andrea Pirlo: «Grazie Allegri!»
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«Sono stato scaricato dal tecnico: nel mio ruolo voleva far giocare altri. Ho scelto la Juve perché mi dava motivazioni importanti. Già a giugno sapevo che avremmo vinto. Conte, dal punto di vista tattico, è più bravo di Lippi e Ancelotti. Il Milan? Mi ha dato fastidio la storia della prova tv: sono stato lì 10 anni, sanno che certe cose non le faccio».
Di seguito i passaggi più importanti della lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. Continua..
Sono 30, non uno di meno.
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Sapete cosa mi fa più sorridere dei soloni moralisti che in questi giorni si stanno riempendo la bocca sulla terza stella giustamente e orgogliosamente rivendicata dalla Juventus? Che ne fanno ormai un fatto di forma e non più di sostanza. E a me, che sono all’antica, piace la sostanza. Dice: ci sono delle sentenze sportive che vanno rispettate. Per questo, gli Scudetti sarebbero 28 e dovremmo adeguarci. Chi lo dice non prova neanche più ad entrare nel merito, rivendicando partite truccate o comportamenti illeciti: nonostante ci abbiano provato subito dopo la condanna di Moggi a Napoli, le sentenze sono scritte in un italiano davvero troppo comprensibile per stravolgerle, e dicono chiaramente che il campionato 2004/05 non fu alterato, mentre quello successivo non fu oggetto d’indagine. Ora va di moda il rispetto delle regole, la forma. “Le sentenze si accettano”, “voltiamo pagina”, eccetera.
Quello che questa gente non ha capito, però, e anche in questo caso il Presidente (sempre sia lodato) Andrea Agnelli si è espresso in un italiano fin troppo chiaro per poterlo stravolgere, è che il punto è la disparità di trattamento, giudicata da questa dirigenza intollerabile. Non ne parlano i giornalisti, di questo, perché fa male e non saprebbero che dire (ovvero ci sarebbe tanto da dire, ma si troverebbero in difficoltà a farlo). Chi non riconosce la legittimità della terza stella e dei 30 Scudetti vinti sul campo, infatti, per coerenza – ed è in questo la sfida della Juventus – dovrebbe essere in prima linea anche per un’altra battaglia, ovvero quella per far togliere uno scudetto dal palmares dell’Inter e, in un mondo perfetto, anche di una Champions League da quello del Milan.
Entrambi i trofei sono infatti nelle rispettive bacheche esclusivamente tramite scorciatoie e raggiri: il cartonato dei nerazzurri, lo sanno tutti e nessuno mai lo ricorda, è lì solo perchè chi di dovere ha aspettato talmente tanto a dare risposta ad un esposto presentato dalla Juventus (e anche qui: era scritto in un italiano semplice..), che ha fatto scattare la prescrizione. Su di esso non c’è alcuna sentenza sportiva, ma etica sì (oltre ad una dettagliata relazione di Palazzi). Eppure gli stessi che si scandalizzano per la terza stella e per un club che teoricamente prenderebbe in giro le istituzioni rivendicando qualcosa (per loro) non suo, non hanno lo stesso atteggiamento con l’Inter.
O col Milan, che ha potuto partecipare (e vincere) una Champions solo per un buco normativo di un’incazzatissima UEFA che, per capire la situazione, ha creato una regola che in gergo dovrebbe prendere il nome proprio dal Milan, ovvero il divieto di far partecipare a competizioni europee squadre che siano state condannate dalla giustizia sportiva. Sappiamo tutti come andò nel 2006 e perchè alla fine la squalifica fu ridotta di quel giusto per far iscrivere il Milan alla Coppa, non c’è bisogno di ricordarlo. Eppure nessuno ha mai messo in dubbio la “moralità” di quella vittoria. Non in Italia, almeno (all’estero, come detto, l’hanno fatto eccome).
Molto più facile mettere due stronzate in fila contro di noi, miste a retorica e ad un moralismo da quattro soldi. “Vende” pure di più. Ed è per questo che, se questo è il nostro Paese e soprattutto se queste sono le nostre istituzioni, a maggior ragione è giusto delegittimarli ed esporli ad una figura di melma mondiale. Sono trenta, non uno in meno. Se ne sono capaci, che ci provassero, a togliercele. Stavolta non ci sarà alcun passo indietro.
Antonio Corsa – uccellinodidelpiero.com
Trailer della nuova maglia da gara A.C. Milan 2012/13
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“UNLEASH YOUR PRIDE”
“I nostri colori saranno il rosso, perché saremo dei diavoli, e nero, come la paura che incuteremo nei nostri avversari”
Herbert Kilpin, co-fondatore del Milan – 1899
E’ probabile che Herbert Kilpin stesse osservando il cielo di Milano quando ebbe questo pensiero. E che nella sua mente scorressero in quel momento i colori e la maglia del club che sarebbe poi diventato il più titolato al mondo.
A pochi passi dal Duomo in una nebbiosa notte milanese nacque un sogno. Un sogno oggi condiviso da milioni di persone.
Per promuovere la nuova maglia dell’A.C. Milan per la stagione 2012/13 Adidas ripercorre i luoghi in cui è stata scritta la storia del club rossonero, puntando su princìpi quali orgoglio, forza e determinazione.
Orgoglio, forza e determinazione sono gli stessi valori su cui poggia la storia della società di via Turati, prima squadra al mondo per numero di titoli conquistati e prima squadra italiana con più successi in ambito internazionale.
Partendo dai bassorilievi e le incisioni tra la Galleria e Piazza Duomo, attraversando gli archi di via Manzoni, incrociando il Palazzo di Via Turati, un atleta rossonero corre verso il Castello Sforzesco mostrando un dettaglio della nuova maglia.
Infine l’ultimo luogo, quello in cui si scrive il presente: San Siro, la Scala del Calcio, in cui i tifosi rossoneri di tutto il mondo sono pronti a scatenare il proprio orgoglio, partita dopo partita.
Indossa la tua passione. Scatena l’orgoglio. Unleash your pride!
La nuova maglia rossonera firmata Adidas, sponsor tecnico del Milan anche per la prossima stagione, ha fatto il suo debutto in occasione della 36esima giornata di campionato. Match che gli uomini di Allegri hanno giocato e vinto contro l’Atalanta per 2-0, con i goal di Muntari e Robinho.
La nuova maglia ha portato anche fortuna, visto che a fine giornata il Milan si è ritrovato a ridosso del primo posto in classifica.
NOI C’ERAVAMO
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Quando vincevamo, sempre. Sul campo, più di tutti.
Quando siamo caduti.
Quando non sapevamo che fine avremmo fatto.
Quando l’abbiamo saputo, e l’abbiamo accettato. Lottando per rialzarci.
Quando siamo entrati in campo a Rimini.
Quando gli altri festeggiavano.
Quando noi stavamo a guardare.
Quando speravano che non saremmo mai tornati.
Quando abbiamo cominciato a risalire.
Quando non riuscivamo a ritrovare la strada.
Quando l’abbiamo ritrovata: vincendo.
Questa è la nostra festa, conquistata fino all’ultima goccia di sudore.
E’ la festa di tutti quelli che ci hanno sempre creduto.
E’ la festa di tutti voi tifosi juventini che al posto di abbandonarci avete fatto sentire ancora più forte la vostra voce.
E’ la festa di quelli che hanno esultato per un gol in serie B come per quello che è valso lo scudetto.
E’ la festa, perché no, degli avversari (non tutti) che ci hanno sempre rispettato.
E’ la festa di Balzaretti, Belardi, Bianco, Birindelli, Bojinov, Boumsong, Buffon, Camoranesi, Chiellini, De Ceglie, Giannichedda, Giovinco, Guzman, Kovac, Lanzafame, Legrottaglie, Marchionni, Marchisio, Mirante, Nedved, Palladino, Paro, Piccolo, Trezeguet, Venitucci, Zalayeta, Zanetti, Zebina. All. Deschamps.
E doveva finire così, non ho mai smesso di crederci.
Grazie a tutti, ragazzi. Godiamocela, ce la siamo meritata.
Io c’ero, voi c’eravate. Noi c’eravamo. E ci siamo, finalmente.
Siamo tornati.
T R E N T A
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E’ lo scudetto
della
TERZA STELLA
della
JUVENTUS
Lo scudetto deve vincerlo il Milan…
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…e la Juve deve vincere contro tutti e contro tutto se vuole cambiarne il destino.
Ecco perchè non può permettersi errori come quello di Buffon.
Cesena-Juve 0-1 e Milan-Genoa 1-0
La Juve macina gioco per 90 minuti e trova il goal vittoria (che chiuderebbe virtualmente il campionato) con Borriello nel finale di gara. Subito dopo arriva il goal di Boateng che indisturbato entra in area e dà la vittoria al Milan. Sullo 0-0 c’era anche un clamoroso rigore per il Genoa.
Novara-Juventus 0-4 e Siena-Milan 1-4
La Juve sblocca subito il risultato con Vucinic. Campionato di nuovo virtualmente chiuso. Subito dopo arriva la strana papera del portiere senese che permette a Cassano di portare in vantaggio anche il Milan.
Juventus-Lecce 1-1 e Milan-Atalanta 2-0
Anche ieri sera la Juve sblocca il risultato nei primi dieci minuti di gara. Campionato chiuso ma un minuto dopo arriva il goal (in fuorigioco) di Muntari che porta in vantaggio anche i rossoneri.
“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”
La morte di Morosini e l’ipocrisia dei soliti furbetti
Pubblicato da mondocalcio
L’Italia e’ un paese di ipocriti, farisei e sepolcri imbiancati e gia’ sarebbe grave; ma e’ anche un paese di furbetti, pavidi, incompetenti e paraculi. La combinazione di questi fattori e’ una miscela esplosiva che produce decisioni che sono spesso sbagliate, quasi sempre dannose e talvolta sospette.
La decisione di fermare tutti i campionati per la morte del povero Morosini appartiene a tutte queste categorie di buon diritto. Ma quello che da’ piu’ noia e’ la totale indifferenza nei confronti dell’enorme disagio e degli ingenti danni economici provocati a centinaia di migliaia di persone, che oltretutto sono quelli che permettono al calcio di essere un affare plurimilionario e indirettamente pagano lo stipendi agli ineffabili Albertini e Abete, della cui presenza solo una catastrofe globale ci potra’ liberare.
E tutto questo per cosa? Per rispetto nei confronti di un ragazzo di 25 anni? Il rispetto e’ meglio dimostrarlo ai vivi, cioe’ prima che muoiano. Rispettare il povero Morosini (da vivo, cioe’ quando contava) sarebbe stato avere un defibrillatore a bordo campo (ma non era obbligatorio?) che pare non ci fosse, o avere uno stadio piu’ accessibile alle ambulanze (ma chi l’ha data l’agibilita’ allo stadio del Pescara, Topo Gigio?).
La realta’ e’ che i nostri pavidissimi e paraculissimi dirigenti hanno preso semplicemente la decisione piu’ conveniente per loro, perche’ nessuno (tranne qualche pazzo su un blog) osera’ criticarli. La decisione giusta era quella di giocare; per salvaguardare i diritti di tutti i tifosi che hanno speso soldi e tempo per vedere le partite e delle societa’ che hanno speso soldi per le trasferte. E anche, ma lo dico sommessamente, per preservare la regolarita’ del campionato che e’ gia’ stata messa a dura prova da tutta una serie di decisioni ugualmente ipocrite e paraculistiche.
Certo era la decisione piu’ giusta e anche la piu’ coraggiosa; ma se l’avessero presa probabilmente si sarebbe alzato il solito coro di bellegioie, guide morali, opinionisti di giornali rosa tutti portatori (a buon prezzo) dei sentimenti della ggggente. Certo uno si aspetterebbe che persone messe a capo di un movimento dell’importanza di quello calcistico in Italia, volassero lievemente piu’ alti di queste robe da basso impero. Ma poi pensi a “tremore” Abete e a quel prete mal riuscito di Albertini e ti cascano le braccia.
Adesso la battaglia si spostera’ su quando e come recuperare la giornata; visto quello che e’ successo l’ultima volta (morte del Papa) ci attendono momenti interessanti. Ma non vi preoccupate, li’ le questioni morali non conteranno un cippa.





